A Final Bibliography

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A book made of books, or better, made of references to other books, in its most dry and essential form: a bibliography.
People inviting other people to contribute to a common list of texts that are important to read now, at this time in history. A sort of urgent list of poetical knowledge “before it’s too late”…
Inevitably, it will be the bibliography of fundamental texts in the further development of everyone, and will allow us to reflect, in some way, on our present time.

Including contributions by Sara Alberani, Judith Albert, Eugenio Alberti, Guglielmo Arnò, Lucia Babina, Simona Barbera, Roberto Bellon, Luca Bergamo, Lapo Binazzi, Renata Boero, Giuseppe Buffoli, Daniela Carosio, Massimiliano Cecchetto, Ermanno Cristini, Dean Daderko, Blandine de la Taille, Michele De Negri, Gabriele Di Matteo, Ronny Faber Dahl, Federico Ferrari, Beatrice Ferrario, Serena Fineschi, Pierluigi Fresia, Pietro Gaglianò, Pani Galeazzi, Alessandra Gasparini, Paolo Gera, Frank Gerlitzki, Gino Gianuizzi, Elio Grazioli, Gian Paolo Guerini, Cecilia Guida, Debora Hirsch, Chad Keveny, Shervin Kianersi Haghighi, Agnes Kohlmeyer, Georgia Kokot, Kristiina Koskentola, Andrea Lacarpia, Giulio Lacchini, David Liver, Geert Lovink, M+M (Weis / De Mattia), Rita Mandolini, Daniela Manzolli, Massimo Marchetti, Gianluca Marinelli, Valentina Marmiroli, Samuele Menin, Beatrice Meoni, Ernesto Morales, Rossella Moratto, Marina Moreno, Luigi Negro, Stefan Nestoroski, Milena Nicolini, Stefano W. Pasquini, Chiara Pergola, Jenny Perlin, Stefano Peroli, Valentina Petter, Steve Piccolo, Cesare Pietroiusti, Pasquale Polidori, Carlo Prelz, Roberto Pugina, Anteo Radovan, Eva Reguzzoni, Alessandro Rolandi, Anselmo Roveda, Pier Luigi Sacco, Luca Scarabelli, Ilaria Scarioni, Diego Soldà, Jaime Soler, Una Szeemann, Alberto Terrile, Alessandro Traina, Filip Van Dingenen, Cesare Viel, Lorenzo Vinciguerra.

When the Garden Never Ends+ Il Falso Bar

 

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Una collaborazione con Shervin Kianersi Haghighi e il gruppo nadine vzw art lab che prende forma a partire dalle ricerche di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Luigi Presicce e Cesare Pietroiusti attorno a Lu Cafausu.

Questo progetto nasce dall’incontro di due idee diverse – una riflessione sul Giardino e una su Lu Cafausu- intrecciate tra loro.

During the one week workshop we propose to think on the Lac o le mon’s Garden as a continuous whole where the garden is more than a garden and never ends. 

Abbiamo trovato in Lu Cafausu la forma e lo spazio ideale per accogliere le nostre riflessioni, secondo una routine predefinita.

The question is how to engage the garden in dialogue to us and the building by using different aspects of our works and methods, also to think what it can mean – the dialogue –  for the public and local visitors.

Si tratta anche di portare avanti la pratica di abitare un paradosso e di praticare l’accoglienza e la gentilezza in una struttura precaria e mutevole, una metafora che esiste davvero in un movimento a perdere tra l’Interno e l’Esterno, realizzato attraverso i due Cafausi, uno già esistente e insinuato in un quartiere abitato, l’altro evocato dal Giardino e dalla presenza di un Hortus Conclusus, ma fantasma.

NoPlace #4

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Huligani Dangereux (Deleuze & Guattari)

NoPlace è un esperimento sociale, una mostra/incontro della durata di un giorno.
La struttura organizzativa dell’evento si basa sulla metafora del rizoma: non esiste una singola curatela che segue un’unica direzione lineare, ma più punti d’origine che avviano connessioni in qualsiasi direzione. 
La struttura a rizoma consente connessioni da un punto qualsiasi con un altro punto qualsiasi, e ognuno di questi non rimanda necessariamente a punti simili.
Il rizoma destabilizza la struttura gerarchica ad albero con connessioni prestabilite e mette in relazione punti molto differenti tra loro e imprevedibili.
 All’origine del rizoma c’è l’idea di Umberto Cavenago, sviluppata con Ermanno Cristini, che si consolida con la partecipazione di Ilaria Caldirola e Roberto Pacchioli e numerosi altri artisti-curatori che hanno condiviso e collaborato al progetto.

537 artisti presenti
Ultimo aggiornamento: 27 Apr 2018
446 Check-In
info@noplace.space

E IL TORO

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Launch of issue no. 24 by Jimmie Durham at Thomas Dane Gallery, Naples, Jan 26, 2019, 6pm.
E IL TOPO is an artists’ magazine that began in Naples in 1992 and has evolved into an international community of artists and thinkers with a post-Situationist attitude. Until 1996 – the year in which E IL TOPO stopped publication – eleven issues were produced. The magazine resurfaced in 2012 (with issue no. 12, Rebirth) after 16 years of silence, relying on a new editorial staff.

The collaborative and contributive character of the project has made it the ideal vehicle to amplify the group’s actions: a clandestine approach, contrary to any editorial policy. In 2014 E IL TOPO published the Topist Manifesto in a Korean newspaper. Its ten programmatic points define a sulfurous aesthetic and transformed the group into a movement.
The last Topist action involves Jimmie Durham as the protagonist of a new transformation: E IL TOPO becomes E IL TORO. In this issue, on the trail of the poem To a Mouse by Robert Burns, the artist imagines an encounter between the two animals, the mouse and the bull, where the mouse represents the figure of the artist and the bull the nations of Europe (the fathers). At the Thomas Dane Gallery in Naples, the artists of E IL TOPO and Jimmie Durham will present this final issue with a performance. The texts, sounds, noises and changes of mood will as always be documented by a blind cameraman, a central role in the entire Topist aesthetic.

Performer: Armando della Vittoria, Guillaume Clermont, Théo & Mario Coppola, Gatto Silvestro, David Liver, Frédéric Liver, Giancarlo Norese, Steve Piccolo, Gak Sato, Claudio Salerno, Gabi Scardi.

Il Cieco E IL TOPO

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Domenica 29 ottobre 2017 il MA*GA ospita Il Cieco E IL TOPO, la performance di E IL TOPO rievocazione dell’azione che gli artisti allora componenti del gruppo – Gabriele Di Matteo, vedovamazzei, Franco Silvestro e Piero Gatto – realizzarono nel 1992 a Milano in occasione del lancio del numero zero della omonima rivista.

Questa performance inizia quando i visitatori entrano nello spazio con l’intento di sfogliare la rivista, ma vengono avvolti da una fitta nebbia che, svanendo lentamente, consentirà di apprezzare gli atti e di ascoltare gli interventi audio appositamente progettati dai membri stessi della redazione (Armando Della Vittoria, Gabriele Di Matteo, Francesco Fossati, Debora Hirsh, Angelo Leonardo, Frederic Liver, Rossella Moratto, Steve Piccolo, Luca Pozzi, Gak Sato, Franco Silvestro, Giancarlo Norese, Sergio Armaroli).

L’idea di riproporre Il Cieco E IL TOPO nasce dall’acquisizione da parte del MA*GA di tutti i numeri della rivista prodotti dagli anni ’90 fino a oggi.

E IL TOPO è una rivista d’artista nata tra Napoli e Milano nel 1992 da un’idea di Gabriele Di Matteo e Franco Silvetro a cui si aggiunsero Armando della Vittoria, Piero Gatto e vedovamazzei. Fondato sul coinvolgimento e l’inclusività (da qui la ‘E’ iniziale di congiunzione del titolo), E IL TOPO ha registrato, attraverso i contributi di artisti quali Art Club 2000, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Mark Dion, Dominique Gonzalez-Foerster, lo spirito e l’attitudine di una generazione di artisti sul punto della definitiva consacrazione internazionale, proposti secondo un’insolita strategia editoriale fondata principalmente sul gioco, sull’ironia e sul détournement.

Nel 1996, dopo aver pubblicato 11 numeri e realizzato molti interventi performativi in diversi spazi milanesi, E IL TOPO decide di interrompere le pubblicazioni. Nel 2012, a distanza di 16 anni, grazie a un progetto di Francesco Fossati e con la partecipazione di un gruppo di giovani artisti milanesi, E IL TOPO rinasce con una nuova serie di pubblicazioni tra cui la serie Red Letter Editione decide di presentarsi anche come un movimento artistico, catalizzatore di energie e collaborazioni sempre nuove.

Ora e Qui / Now and Here

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(Wikihow to become invisible. If it’s not about camouflage and resistance, then it’s about surveillance and power.)

The Ring of Gyges is a mythical magical artifact mentioned by the philosopher Plato in Book 2 of his Republic.  It grants its owner the power to become invisible at will.

Through the story of the ring, Republic considers whether an intelligent person would be moral if he did not have to fear being caught and punished for doing injustice. (Wikipedia)

It is connected to the concepts of Panopticon and Anopticon: Gyges’ ring is a symbol of the controlling eye constantly wide open in our heads: we are surveilled surveillors in an entangled game.

Since this ring is a precious thing, I decided to make it in a precious material: hemp bioplastic, a sort of future gold.

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Now and Here is a project conceived, organized and realized by Ex-New in collaboration with Umberto Cavenago.

Now and Here starts as an open dialogue between guest artists, designers and experts of Digital Fabrication (3D modeling, laser cutting, CNC) of Make in Progress Makerspace, Umberto Cavenago in the role of “mediator” and the whole team of Ex-New.

3D Modeling & Maker: Alberto Iannucci
Makerspace Machinery (3D printing, laser cutting, CNC): Make in Progress

Now and here aims to establish from the beginning a privileged channel of communication between artists who are urged to collaborate and share their projects in an almost utopian way for our time. The ex-Filanda makerspace acts as a catalyst of resources for individual projects, which are created thanks to the contamination among artists who carry ideas, take shape with the support of 3D modeling experts on site, and become a finished product with the use of digital fabbrication (3D printers, laser cutting, CNC). In each phase of the project, the active involvement of a selected group of high school students is planned for a continuous and fruitful exchange of stimuli and knowledge for the benefit of the collective. Now and here is born as an open model of research, like doing in becoming.

Clear production constraints have been imposed on all the actors involved: time and limited size (each work must be contained in a cube of 25 cm); mandatory use of experimental materials with low environmental impact (bioplastics based on hemp); exclusive use of the digital manufacturing machines in the Makerspace.

Artists: Maurizio Arcangeli, Sergio Breviario, Clara Bonfiglio, Stefano Cagol, Gianluca Codeghini, Ermanno Cristini, Sabrina D’Alessandro, Diana Dorizzi, Microcollection, Yari Miele, Giancarlo Norese, Paola Pietronave, Franco Sartori, Miki Tallone.

May 5, 2018
Ex-New Contemporary Art Center
Ex Filanda, Sulbiate, IT
info (at) ex-new (dot) com

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Ora e Qui mira a stabilire fin dal principio un canale di comunicazione privilegiato tra artisti sollecitati alla collaborazione e alla condivisione progettuale in una modalità quasi utopica per il nostro tempo. Il makerspace dell’ex-Filanda si pone come catalizzatore di risorse per i singoli progetti, che nascono grazie alla contaminazione tra gli artisti portatori di idee, prendono forma con il supporto degli esperti di modellazione 3D presenti in loco, e divengono prodotto finito con l’utilizzo delle attrezzature per la fabbricazione digitale (stampanti 3D, taglio laser, CNC).

Ogni fase di lavoro include il coinvolgimento attivo di un gruppo selezionato di studenti delle scuole superiori in un continuo e proficuo scambio di stimoli e nozioni a vantaggio sia dei singoli individui che del collettivo. A tutti gli attori si pone la sfida dell’imposizione di vincoli produttivi ben precisi: tempistiche e dimensioni limitate, uso di materiali sperimentali a basso impatto ambientale (bioplastiche a base di canapa), utilizzo esclusivo delle macchine per la fabbricazione digitale presenti all’interno del Makerspace.
“Ora e Qui” nasce come un modello aperto di ricerca, come un fare in divenire.